In Europa e oltreoceano: parola d’ordine rinnovare e rafforzare lo schieramento del centro-sinistra

La confusione politica e istituzionale regna sovrana nel Paese.

 

Esiste l’esigenza di assicurare un’alleanza permanente e stabile tra le forze politiche e i movimenti che hanno dato vita ai valori fondanti della Repubblica e della Costituzione italiana.

Il PD, che ha reso indistinti questi valori, dovrebbe porsi seriamente la questione di favorire la riarticolazione dei movimenti e delle forze del centro-sinistra perché è stato proprio il PD che, a differenza della presenza di un’alleanza politica unita ma distinta e alleata stabilmente, ha reso indistinti idealità, valori, dottrine economiche e sociali, privando o indebolendo così le forze sociali, sindacali e politiche del centro-sinistra della capacità di aggregare risorse umane, giovani e meno giovani.

Oggi la priorità politica e istituzionale del Paese è quella di rivitalizzare valori e dottrine economiche e sociali patrimonio del centro-sinistra, marginalizzando individualismi, ambizioni, nominalismi che non portano certamente beneficio al Paese.

Questi valori potranno rinnovarsi nella continuità nella modernità e debbono costituire le fondamenta di un progetto comune frutto dell’alleanza delle forze politiche e sociali del Paese; forze distinte ma stabilmente alleate che debbono rendersi riferimento maggioritario del Paese.

Il programma comune dovrà assicurare e vigilare sull’applicazione delle regole di condotta dell’apparato della Pubblica Amministrazione e il rispetto della legalità a partire dal pubblico impiego regionale, che deve rendersi garante e praticare valori e principi contenuti negli articoli 28, 54 e 97 della Costituzione italiana.

Dovrà essere eliminata ogni legge truffa vigente, anche attraverso referendum, a cominciare dalla legge elettorale, assicurando ad ogni forza politica la propria rappresentanza in proporzione dei consensi acquisiti, associandone la presenza al Governo del Paese e delle Regioni in ragione di ciascuna rappresentanza.

Una volta eletti tutti i rappresentanti del popolo debbono concorrere al Governo della Nazione e delle Regioni e non dovrà consentirsi a nessuno di tirare sassi a chi governa e di formare maggioranze con personaggi equivoci, turandosi il naso con l’alibi che si rendono determinanti per formare maggioranze.

Oggi la parola d’ordine deve diventare quella di rinnovare e rafforzare lo schieramento del centro-sinistra.

Il PD deve comprendere che potrà trasformarsi in un Partito moderno di sinistra, necessario al Paese e all’Europa, che dovrà trovare accoglienza tra le altre forze del centro-sinistra.

I movimenti e le altre rappresentanze politiche dello schieramento del centro-sinistra dovranno riorganizzarsi e costituirsi in funzione dei valori e delle dottrine economiche e sociali di cui sono espressione.

In tal modo si renderanno idonee per concorrere e realizzare azioni di governo improntate alla legalità, alla proporzionalità, al buon andamento e all’imparzialità della Pubblica Amministrazione.

Sul piano economico occorre prendere atto che il risultato delle lotte politiche e sindacali del proletariato nel corso degli ultimi due secoli è stato quello di assicurare e dovrà essere quello di continuare a garantire sicurezza e solidarietà ai soggetti più deboli, in un contesto di economica mista che valorizzi il ruolo sociale dell’impresa e il ruolo significativo e attivo del lavoro che costituisce il perno essenziale dei servizi e della produzione del Paese.

In tale contesto il Sindacato dovrà rappresentare e valorizzare il ruolo attivo dei lavoratori nei processi produttivi e nei servizi, ridimensionando pretese improprie, velleitarie e minoritarie, sia nel comparto privato che nella Pubblica Amministrazione, che finiscono per danneggiare l’immagine e il contributo determinante che i lavoratori assicurano alla Pubblica Amministrazione e all’imprenditoria pubblica e privata.

Ugualmente dovrà essere considerato e valorizzato il ruolo dell’impresa nella creazione dei posti di lavoro e nel contempo dovrà essere contrastata ogni pretesa egemone nella ripartizione del reddito di impresa per rendere tutti, imprenditori e lavoratori, protagonisti attivi e consapevoli del ruolo svolto e attenti agli interessi che ne derivano per il Paese.

Nella consapevolezza delle scelte e degli errori del passato si pone l’esigenza di rinsaldare le radici e praticare valori, principi e dottrine sociali ed economiche che qualificano la vita dei cittadini e la gestione politica e istituzionale del Paese, promuovendo e sostenendo aree politiche distinte e autonome dal coordinamento “In Europa e oltreoceano”, quali capisaldi stabili e irrinunciabili per realizzare un programma unitario di governo della società italiana:

  • l’area cattolica che si richiama e dovrà praticare concretamente i principi della dottrina sociale cattolica,
  • l’area liberal democratica, repubblicana, socialista e ambientalista, che costituisce il perno essenziale dei valori costituzionali della Repubblica Romana dapprima e della Costituzione italiana poi,
  • l’area della sinistra che non abbia la pretesa di rappresentare tutti e pertanto nessuno, ma che sappia trovare la capacità di indicare l’attualità dei valori di cui è portatrice nella società italiana ed europea.

Il coordinamento è aperto agli apporti, culturali, sociali e politici che vengono dai Sindacati, dal Volontariato, dai Movimenti giovanili, dalle donne, dalle organizzazioni per i diritti umani, per la pace e la salvaguardia del Paese, affinchè tutti possano trovare attenzione e accoglienza proporzionalmente alla realtà e ai problemi rappresentati, perché nessuna forza possa pensare di prevalere su altre o rendersi egemone nello schieramento di centro-sinistra.

Luciano Luciani

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